Umarells

Sono tanti, sono in mezzo a noi, ci osservano e noi osserviamo loro

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Invasione Aliena – Paladozza

Posted by maso su 18 Mag 2002

L’abile menager milanese è stato chiaro: appuntamento alle 10 al Paladozza, lì ci saranno tutti i sette gruppi che suoneranno e ci si metterà d’accordo.
L’abile menager milanese è stato limpido, dobbiamo portare i nostri ampli, mentre il batterista deve portare solo i piatti perchè la batteria c’è e non ci dobbiamo preoccupare.
Ligi al dovere, come dei bravi scolaretti ci presentiamo quasi puntuali all’appuntamento e sorpresa sorpresa… ci siamo solo noi ed il meneger milanese in compagnia dei suoi tatuaggi e della sua vitiligginosissima ed impeccabile fidanzata baciata dal sole e delicatamente pirsingata sulla lingua.
Capiamo subito che serpeggia della gran disorganizzazione, ma ce ne freghiamo e andiamo a consumare paste e cappuccini al Trublu dove è tutto un viavai di giocatori di basket della Fortitudo.
Ci gustiamo l’ultimo video di Moby, poi ci dirigiamo nel becsteig senza alcun motivo e vediamo stagliarsi all’orizzonte la sagoma amica di Belsito… merda!!
Ore 12.00 arrivano i 400 colpi, degli altri gruppi nessuna traccia; l’abile menager ci dice che ci si trova tutti alle 13.30 per definire la serata e noi optiamo per una spaghettata a casa del Genio.
Appoggiamo il Metronomo in salotto a riposare e nel frattempo il Genio prepara un pentolone di spaghetti; in quattro e quattr’otto taffiamo tutto e tracanniamo una boccia di ottimo vino bianco.
Belli pienotti saliamo tutti e cinque in auto e torniamo al Paladozza dove attenderemo gli eventi per altre tre ore.
Van si sdraia sulle sedie e forse riesce pure a dormire, il Metronomo cazzeggia e sfoglia riviste di bassa lega, Il Genio e Makkia si sfidano a scacchi e io tengo le pierre con gli Skiantos (che sono dei grandi).
Verso le 18 ci dicono che manca la batteria… caxxo, ma il meneger ci aveva detto che l’unica cosa che c’era era la battera!!
Tentano di farcela portare, ma riesco a trattare con l’organaisescion e faccio la sua proposta indecente: “okei, noi portiamo la batteria, però suoniamo prima degli Skiantos”.
Ovviamente la cosa non piace, ma tanto basta per far portare la battera ai 400 colpi, evitando così un inutile ulteriore sbattimento..
Non ne possiamo più e proseguiamo l’attesa davanti al Paladozza osservando numerose persone che ci stavano sul caxxo tipo quelli che vanno in motorino senza allacciarsi il casco, quelli che hanno un cane dalmata e quelli che vanno in bicicletta caricando bambini fumando una paglia.
Nel frattempo arrivano le fidanzate e gli amici che avevamo messo “in lista” (in poche parole, quelli degni di non pagare niente visto che 12,50 euro per una manifestazione così era un furto legalizzato).
Alle 19.45 iniziano a suonare i Topeka Smith che non guardiamo neppure.
Il Palasport è praticamente vuoto ed una ventina di persone ha la fortuna di assistere alla performans di Bugo, considerato a sproposito un artista interessante.
La donna dell’abile meneger ci comincia ad alitare pesantemente sul collo perchè siamo in stra-ritardo sulla tabella di marcia.
Andiamo nei camerini a prepararci, le 10 e passa ore che siamo al Paladozza si fanno sentire ed inizia il nostro solito delirio che consiste nel cominciare a turno a cantare:

“Ti un bel ragaz, ti dòrt con al don, però t’è un gran difet… ti un castrèè”

e via così inventando strofe per ore e ore finchè Makkia non dice BONAAAA.
Alle 21.15 saliamo sul palco senza neppur aver fatto il saundcec e suoniamo davanti a 30 persone, una vera e propria tragedia.
La scaletta procede alla stragrande, gli applausi sono sinceri, abbiamo una gran carica nonostante i faretti abbronzanti al limite dell’ustione posti davanti al palco.
Per 20 minuti è tutta una distorsione, si salta e si suda rendendo piacevole la serata alla Curtni Lov del Paladozza giunta a vederci insieme al suo glabro boyfriend.
Sul più bello noto alla sinistra del palco la donna del meneger che mi sta facendo dei cenni e come al solito ne approfitto per coinvolgere la malcapitata e dialogo con lei al microfono fingendo di essere seccato.

Lei chiede: “Quanti pezzi fate ancora?” e io “28”.
– Ma come 28? dai dimmi quanti pezzi fate….
– Dipende, quanto vuoi che suoniamo ancora? Le nostre canzoni durano 2 minuti l’una… fai un pò te
– Allora fatene due!

Le dedichiamo Talebanizzati e concludiamo con Ze Riflecs.
60 mani applaudono, fine.
Scendo dal palco e la tizia lentigginosa mi aggredisce:

– Ma come ti permetti di trattarmi così davanti a tutti
– Davanti a tutti chi? Ci saranno 30 persone
– Ma che cazzo fai? C’erano tutti i miei amici che hanno detto, ma come cazzo si permette lui lì di trattarti così?
– Ma dai… i New Hyronja sono fatti così, lo dovevi sapere
– Non me ne frega un caxxo…
– Allora scusa, mi dispiace aver urtato il tuo animo femminile…
– Non me ne faccio un caxxo delle tue scuse!
– Dai scusa, veramente. Ti prometto che la prossima volta non lo farò più.
– Non ci sarà una prossima volta.
– Ascolta, le mie scuse sono sincere… fai mò quello che ti pare. Ciao.

Mi allontano ghignando, la tipa si allontana e basta.
Maggniamo una pizza in compagnia e ci divertiamo alla grande coadiuvati dalla presenze di un cameriere simile a Lu Ferrigno.
Gran finale, guardiamo gli Skiantos (adesso ci saranno 50 persone, uau) e dopo essere stati cazziati perchè c’era poca gente incassiamo dalle manine del meneger milanese il compenso della serata inferiore di 50 euro rispetto agli accordi.
Danni morali alla tipa?
Danni materiali ad un’asta del microfono divelta?
Naaa… semplicemente pezze al culo e incapacità organizzativa.
Era da anni che a Bologna non si assisteva ad un flop di questa entità, ancora complimenti agli organizzatori e grazie di cuore.

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