Umarells

Sono tanti, sono in mezzo a noi, ci osservano e noi osserviamo loro

Il discusso quadro del discusso pittore ellenico bolognese

Posted by maso su 30 settembre 2009

IL CODICE BOLOGNA di Davide Pavlidis
Smalto su tela a fondo gesso e sabbia – cm 70 x 100.

Masotti è dipinto sul muro di via Piella come Silas (il monaco de Il Codice Da Vinci) attorniato da scritte e nomi del comune passato da “cinni”. Nel torace si apre la famosa finestra sul canale che simboleggia l’appartenenza bolognese di Danilo e il suo scorrere nel tempo senza dimenticare le radici – DAVIDE PAVLIDIS

In onore della presentazione de IL CODICE BOLOGNA del 1 ottobre 2009 presso la libreria Ambasciatori, il pittore bolognese ellenico Davide Pavlidis ha voluto omaggiare Masotti di questo quadro che potrete ammirare domani durante la presentazione con Danilo Masotti, Mauro Squiz Daviddi, Angelo Rizzi e Davide Pavlidis.

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Donna Moderna

Posted by maso su 6 giugno 2009

Spesso mi viene chiesto perchè nel libro UMARELLS non ci sono le ZDAURE.
La risposta è: perchè le zdaure stanno più in casa e non vanno sempre in giro come fanno gli umarells.
UMARELLS è infatti un libro per le ZDAURE e so di molte di esse che hanno regalato il libro ai loro mariti.
A dimostrazione di quanto sto affermando, ecco un recente articolo apparso nella sezione “consigli per gli acquisti” di Donna Moderna anno XXII – n. 18 – Maggio 2009.

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IL VOYEUR METROPOLITANO – Documentario sugli umarells tratto dal libro UMARELLS

Posted by maso su 2 luglio 2008


In collaborazione con l’Università di Bologna, ecco il primo documentario sugli umarells realizzato da Serena Impalà, Sara Guidi, Elisa Vigna.
Documentario tratto dal libro UMARELLS (Edizioni Pendragon) dove il libro diventa lo storibord e Danilo Masotti si trasforma in una sorta di Piero SolAngela spiegando chi sono gli umarells, poi fanno tutto loro e commentati dalla voce del tecnico damsiano Max si abbandonano ad interviste, sputano sentenze su pankabbestia, extracomunitari, cani, nazione italia, badanti.
Immancabili le inquadrature delle mani dietro la schiena e le critiche e gli elogi al sindaco bolognese Conferati.

Montaggio di Serena Impalà

Sigla finale di Mauro Squiz Daviddi
Pubblico qui un estratto di 5 minuti, la versione integrale sarà visibile alle prossime presentazioni del libro.

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Artù – Rai 2

Posted by maso su 4 ottobre 2007

Ieri ero a Bari ospite da parenti.
Levataccia.
Aereo Bari-Milano.
Stamattina arrivo a Milano tipo alle 9 di mattina, mi sono venuti a prendere con l’auto blu, mi hanno presentato Gene Gnocchi, ho firmato una liberatoria che non guadagnavo un euro, ho registrato la trasmissione,  mi hanno portato via con l’auto blu, ho mangiato un panino, sono salito di nuovo sull’aereo, sono arrivato a Bari nel pomeriggio, ho preso la macchina e sono tornato a Melfi dalle mie donne.
Alle 23.00 ho guardato Rai 2 per capire cosa era venuto fuori.

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Gli Umarells 這個字讓我撞到牆, 因為看起來不像義大利字

Posted by maso su 15 luglio 2007

上個月在一次瀏覽義大利部落格時, 看見一個標題: Gli Umarells sono in mezzo a noi. In un libro ce li mostra Danilo Masotti. 意思是: “Umarells就在我們中間. Danilo Masotti在他的書中將之呈現出來.” 這裡, Gli Umarells這個字讓我撞到牆, 因為看起來不像義大利字, 翻字典也翻不到. 於是我連報導內文都沒看, 就又開始用搜尋引擎去挖掘, 大概是很新的字眼, 所以當時沒有什麼斬獲. 只好又回頭乖乖地仔細閱讀那篇報導. 原來, 是一本新書出版了, 而這本書的主題研究的就是Gli Umarells, 那Gli Umarells是什麼呢? Gli Umarells, 報導中說, 你每天都會遇見他們, 你很難不跟他們沒有任何關係. 每天在街上會看見他們, 很多人在生活上都需要他們, 他們總是多少有一點錢, 在你想買房子時濟助一下, 他們在你們倆夫妻都要工作時幫你照顧小孩, 教育小孩…作者的說法更絕, 他說: 那到底誰是umarells?義大利這個國家就是一個Umarell─Ma chi sono gli umarells? La nazione ne è. 這樣你多少有點了解, 他用了chi, 線索有了, Umarell指的應該就是人了. 那本書的作者Danilo Masotti說, 到處都有Gli umarells. 每當街上有什麼事發生, 周圍一定會有他們, 或是在擁擠的公車上, 和不小心碰撞到他的人吵架, 或是在銀行,郵局,地政事務所等地方, 一定都有他們的蹤影. L’umarell喜歡看人家道路施工, 喜歡挖土機, 起重機, 有履帶的工作車, 也喜歡觀察人家如何在有狀況下停進車位, 還有喜歡五金行, 地下室, 車庫…他提醒大家, 其實每個人內在都有著點umarell的靈魂. 他把umarell定義為: 退休後整天沒有什麼事做的個人, 藉干涉他人的存在來證實自身的存在, 或許以此來覺得自己有用. (這個定義其實看起來蠻傷心的) 因此你知道了, L’umarell指的就是老人. 這個字的來源是義大利波隆納地區的方言, Umarèin (陽性名詞bolognese語, 卽指Omarino, 瘦小樸實的人). Umarell (陽性名詞bolognese語, 卽指Omarello, ometto矮小的人). Umarells , 在這裡指的是退休的波隆納老人, 人退休通常就是老了, 老了大部分人會縮小, 照理說義大利語複數結尾沒人加S, 這裡應該是作者自己創的, 因為他有說明是有加上英語的omarelli, ometti, pensionati bolognesismo + inglesismo globish. 作者Danilo Masotti, 本身是波隆納人, 居住工作生活於此. 他說Umarell是他最喜歡的主題, 所以自2005年以來, 他把自己拿著數位相機到處拍來的Umarell照片透過部落格呈現給世人, 今年五月, 這些圖片文字以書籍的形式出版, 而有了UMARELLS這本書. 由於手上沒有這本書, 只能從網路來了解. 你可以從這些圖片和圖說感覺到他的幽默, 還有老人家的時而無奈, 時而無聊, 有時生龍活虎, 和朋友聚會的歡樂. 雙手背在背後專心的看別人工作, 有時候上街頭抗議…這本書不是在嘲弄老人, 相對的是一種關注, 而且也是一種自身的察覺. 因為在書的簡介中有句

Umarells部落格, 書的介紹&波隆那人的部落格
http://umarells.splinder.com/
http://www.umarellsblog.it/
http://spettrodellabolognesita.splinder.com/

生字: le ruspe挖土機, le gru起重機, i cingolati in generale履帶車, i negozi di ferramenta五金行, l’Ufficio del Catasto地政事務所

Copiato e incollato da http://chuanru.wordpress.com/category/books/

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Umarells: scovateli, fotografateli e inviateli

Posted by maso su 29 aprile 2005

Un blog si propone di archiviare le immagini degli anziani sfaccendati alla ricerca di qualcosa da fare. E tutti possono partecipare

In bolognese “umarell“, in italiano anziano o pensionato. Ce n’è almeno uno in ogni famiglia, almeno una manciata in ogni condominio, una nutrita squadra in ogni quartiere. Sono ovunque, si alzano prestissimo perché non riescono a dormire, si mettono in coda all’ufficio postale per pagare le bollette (perché di domiciliazione, manco a parlarne) proprio alle 8.30 del mattino, quando chi va a lavorare tenta di sbrigare le commissioni prima di correre in ufficio. La spesa la fanno al mercato e al supermercato ci vanno nelle ore di punta, per incontrare gente.Se ci sono dei lavori stradali, loro sono lì, a fissare lo scavatore, a scrutare i fori nel marciapiede, a scuotere la testa, a dare consigli (non richiesti) agli operai. Nei parchi non si siedono sulle panchine, ma gironzolano alla ricerca dei giardinieri per fornire loro qualche dritta sulla manutenzione delle piante. Fermano le mamme con i passeggini domandando «quanto ha il piccolo?» per poi non ascoltare la risposta e partire in quarta con: «Quando il mio bimbo aveva l’età del suo, non gli davo mica da mangiare gli omogeneizzati» e via con i suggerimenti sulle pappe.

Un blogger bolognese si è proposto il nobilissimo compito di cogliere l’attimo, di fotografare gli “umarells” mentre sono alle prese con le loro attività preferite e metterli in rete, in una sorta di archivio,a futura memoria. Nessun intento denigratorio, nessuna presa in giro: puro affetto per una categoria in cui presto o tardi si finirà tutti, si spera. Chiunque può partecipare al progetto, inviando immagini digitali rubate qua e là, in giro per le città. Umarells che leggono le bacheche, qualunque bacheca, con le braccia dietro la schiena e il naso in su. Umarells che osservano la gente alle prese con i parcheggi e, eventualmente, forniscono il loro supporto con qualche «venga ancora indietro» o «stoooooooop che tocca!». Umarells in corriera per le gite delle pentole, quelle in cui ti portano al lago, in trattoria e poi di nuovo a casa per 15 euro, ma a metà pomeriggio ti tocca sorbirti la dimostrazione, con annessa vendita, di casseruole e/o prodotti per la casa vari.

E ancora: degustazioni pomeridiane di vinelli alla cantina sociale, partitone a carte in bar di periferia, operazioni di pulitura con stuzzicadenti, passeggiatine con mani in tasca mentre si conversa di malattie (proprie e altrui), di fronte agli asili e alle scuole con palettina rossa per far attraversare i bimbi in uscita… Le attività si sprecano, elencarle tutte è un lavoro, fotografarle uno spasso. Volontari cercansi.

Giorgia Camandona

copiato incollato da Libero Magazine

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L’umarell

Posted by maso su 2 febbraio 2005

Mi sveglio presto, troppo presto per me e per il mio rapporto con l’inverno.
Appuntamento alle ore 9.00 davanti al cinema Starsiti a Rastignano.
Siccome sono un tipo tosto, sono andato in scuter e mi sono beccato lo scalino termico di Via Murri che si trasforma in Via Toscana e successivamente in Rastignano…. brrrr, che zagno.
Arrivo all’appuntamento con dieci minuti di anticipo, lascio lo scuter vicino ad un discusso hotel e accendo il cellulare.
Intorno a me il mega parcheggio del cinema coperto da una coltre di ghiaccio, carcasse di auto, un camion arancione distrutto… il nulla, solo io ed in lontananza alcuni lavoratori utili che tagliano rami ad alberi secchi.
Ancora 9 minuti, che faccio?
Leggo Leggo e apprendo che a causa del merdaio che respiriamo, con molta probabilità domenica si andrà a piedi.
Smetto di leggere Leggo, che non ho letto, ho solo sfogliato.
Ancora 7 minuti, che faccio?
Dal tascone del giaccone estraggo la macchina digitale e fotografo alcune istantanee del nulla che ho di fronte.
Ancora 3 minuti che faccio?
Aspetto… ma allo scattare del meno due minuti si avvicina a me un omarello (l’umarell) che stava passeggiando nella Tundra di Rastignano e mi chiede: “Chi è lei?”.
Spiazzato, rispondo non so neanche io cosa, poi l’umarell incalza: “Ho visto che stava facendo delle foto, lo sa che qui non si può fotografare?”.
“Guardi che io non ho fatto nessuna foto” replico con la mia facciotta innocente.
“Ma cosa sta facendo qui?” domanda il discreto umarell.
“Ho un appuntamento di lavoro”
rispondo con la mia facciotta colpevole.
“Mi scusi allora…” e l’umarell insieme al suo piccolo modesto cane di merda.
Perplesso, basito, turbato, apro lo sportellino del mio scuter, estraggo un sacchetto, faccio finta di mettergli dentro qualcosa, mi avvicino con fare furtivo ad uno dei bidoni di plastica che sono nel piazzael, mi metto un pò a ravanare e lascio il discusso sacchetto nel pattume.
Ore nove in punto, arriva chi stavo aspettando, salgo in macchina con lui e mentre ci allontaniamo vedo l’umarell e il suo piccolo modesto cane di merda avvicinarsi al bidone di plastica e ravanare.
Chissà cosa crede di trovare… eppure di umarells Bologna ne è piena.
Individui che non hanno un cazzo da fare tutto il giorno e giustificano la loro esistenza rompendo i coglioni alle esistenze altrui.
Lo fanno per sentirsi utili, forse. Gli umarells di soito li troviamo nei pressi di un incrocio, dove magari c’è appena stato un incidente stradale, oppure in autobus a litigare perchè li hai spintonati, oppure in fila in Posta, in banca, all’Ufficio del Catasto (dove non sono mai stato, ma sono sicuro che siua pieno di umarells ), da Castorama.
L’umarell adora guardare i lavori stradali, gli piacciono molto le ruspe, i cingolati in generale, ma l’umarell da sempre il meglio di se quando spia il microcosmo marciapiedale guardando dalla finestra, celato dietro alle tende che lo proteggono. Fate molta attenzione, gli umarells ci spiano e dentro ognuno di noi alberga un pò di animo umarell. Visto che è semplicissimo imbattersi negli umarells, ieri ne ho fotografato uno. Secondo voi cosa ha visto? E soprattutto, qual’è il vostro rapporto con i sempre più numerosi umarells ?

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Invasione Aliena – Paladozza

Posted by maso su 18 maggio 2002

L’abile menager milanese è stato chiaro: appuntamento alle 10 al Paladozza, lì ci saranno tutti i sette gruppi che suoneranno e ci si metterà d’accordo.
L’abile menager milanese è stato limpido, dobbiamo portare i nostri ampli, mentre il batterista deve portare solo i piatti perchè la batteria c’è e non ci dobbiamo preoccupare.
Ligi al dovere, come dei bravi scolaretti ci presentiamo quasi puntuali all’appuntamento e sorpresa sorpresa… ci siamo solo noi ed il meneger milanese in compagnia dei suoi tatuaggi e della sua vitiligginosissima ed impeccabile fidanzata baciata dal sole e delicatamente pirsingata sulla lingua.
Capiamo subito che serpeggia della gran disorganizzazione, ma ce ne freghiamo e andiamo a consumare paste e cappuccini al Trublu dove è tutto un viavai di giocatori di basket della Fortitudo.
Ci gustiamo l’ultimo video di Moby, poi ci dirigiamo nel becsteig senza alcun motivo e vediamo stagliarsi all’orizzonte la sagoma amica di Belsito… merda!!
Ore 12.00 arrivano i 400 colpi, degli altri gruppi nessuna traccia; l’abile menager ci dice che ci si trova tutti alle 13.30 per definire la serata e noi optiamo per una spaghettata a casa del Genio.
Appoggiamo il Metronomo in salotto a riposare e nel frattempo il Genio prepara un pentolone di spaghetti; in quattro e quattr’otto taffiamo tutto e tracanniamo una boccia di ottimo vino bianco.
Belli pienotti saliamo tutti e cinque in auto e torniamo al Paladozza dove attenderemo gli eventi per altre tre ore.
Van si sdraia sulle sedie e forse riesce pure a dormire, il Metronomo cazzeggia e sfoglia riviste di bassa lega, Il Genio e Makkia si sfidano a scacchi e io tengo le pierre con gli Skiantos (che sono dei grandi).
Verso le 18 ci dicono che manca la batteria… caxxo, ma il meneger ci aveva detto che l’unica cosa che c’era era la battera!!
Tentano di farcela portare, ma riesco a trattare con l’organaisescion e faccio la sua proposta indecente: “okei, noi portiamo la batteria, però suoniamo prima degli Skiantos”.
Ovviamente la cosa non piace, ma tanto basta per far portare la battera ai 400 colpi, evitando così un inutile ulteriore sbattimento..
Non ne possiamo più e proseguiamo l’attesa davanti al Paladozza osservando numerose persone che ci stavano sul caxxo tipo quelli che vanno in motorino senza allacciarsi il casco, quelli che hanno un cane dalmata e quelli che vanno in bicicletta caricando bambini fumando una paglia.
Nel frattempo arrivano le fidanzate e gli amici che avevamo messo “in lista” (in poche parole, quelli degni di non pagare niente visto che 12,50 euro per una manifestazione così era un furto legalizzato).
Alle 19.45 iniziano a suonare i Topeka Smith che non guardiamo neppure.
Il Palasport è praticamente vuoto ed una ventina di persone ha la fortuna di assistere alla performans di Bugo, considerato a sproposito un artista interessante.
La donna dell’abile meneger ci comincia ad alitare pesantemente sul collo perchè siamo in stra-ritardo sulla tabella di marcia.
Andiamo nei camerini a prepararci, le 10 e passa ore che siamo al Paladozza si fanno sentire ed inizia il nostro solito delirio che consiste nel cominciare a turno a cantare:

“Ti un bel ragaz, ti dòrt con al don, però t’è un gran difet… ti un castrèè”

e via così inventando strofe per ore e ore finchè Makkia non dice BONAAAA.
Alle 21.15 saliamo sul palco senza neppur aver fatto il saundcec e suoniamo davanti a 30 persone, una vera e propria tragedia.
La scaletta procede alla stragrande, gli applausi sono sinceri, abbiamo una gran carica nonostante i faretti abbronzanti al limite dell’ustione posti davanti al palco.
Per 20 minuti è tutta una distorsione, si salta e si suda rendendo piacevole la serata alla Curtni Lov del Paladozza giunta a vederci insieme al suo glabro boyfriend.
Sul più bello noto alla sinistra del palco la donna del meneger che mi sta facendo dei cenni e come al solito ne approfitto per coinvolgere la malcapitata e dialogo con lei al microfono fingendo di essere seccato.

Lei chiede: “Quanti pezzi fate ancora?” e io “28”.
– Ma come 28? dai dimmi quanti pezzi fate….
– Dipende, quanto vuoi che suoniamo ancora? Le nostre canzoni durano 2 minuti l’una… fai un pò te
– Allora fatene due!

Le dedichiamo Talebanizzati e concludiamo con Ze Riflecs.
60 mani applaudono, fine.
Scendo dal palco e la tizia lentigginosa mi aggredisce:

– Ma come ti permetti di trattarmi così davanti a tutti
– Davanti a tutti chi? Ci saranno 30 persone
– Ma che cazzo fai? C’erano tutti i miei amici che hanno detto, ma come cazzo si permette lui lì di trattarti così?
– Ma dai… i New Hyronja sono fatti così, lo dovevi sapere
– Non me ne frega un caxxo…
– Allora scusa, mi dispiace aver urtato il tuo animo femminile…
– Non me ne faccio un caxxo delle tue scuse!
– Dai scusa, veramente. Ti prometto che la prossima volta non lo farò più.
– Non ci sarà una prossima volta.
– Ascolta, le mie scuse sono sincere… fai mò quello che ti pare. Ciao.

Mi allontano ghignando, la tipa si allontana e basta.
Maggniamo una pizza in compagnia e ci divertiamo alla grande coadiuvati dalla presenze di un cameriere simile a Lu Ferrigno.
Gran finale, guardiamo gli Skiantos (adesso ci saranno 50 persone, uau) e dopo essere stati cazziati perchè c’era poca gente incassiamo dalle manine del meneger milanese il compenso della serata inferiore di 50 euro rispetto agli accordi.
Danni morali alla tipa?
Danni materiali ad un’asta del microfono divelta?
Naaa… semplicemente pezze al culo e incapacità organizzativa.
Era da anni che a Bologna non si assisteva ad un flop di questa entità, ancora complimenti agli organizzatori e grazie di cuore.

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Flat Eric

Posted by maso su 18 febbraio 1999

Ho creato un sito su Flat Eric e quelli del Guardian ne hanno parlato, son soddisfazioni.

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